L'azione di arrendersi, l'abbandono di ogni resistenza di fronte al nemico.
Cosí, più o meno, l'inizio della voce Resa del dizionario Treccani.
Questa volta non mi spingo oltre, il primo significato basta e avanza. Per tutto il resto, vedere alla voce Fragile.
parole scritte o dette, parole in versi o in prosa, parole per convincere o per ricordare, per confidarsi, redimersi o mentire: questo spazio è dedicato alla lettura, alla scrittura, e alla vita.
martedì 12 febbraio 2013
domenica 10 febbraio 2013
lunedì 4 febbraio 2013
Coscienza
Cito dal vocabolario Treccani:
cosciènza (letter. ant. consciènza, consciènzia) s. f. [dal lat. conscientia, der. di conscire; v. cosciente]. –
1.
a. Consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività interiori: c. di sé, autocoscienza; contenuti di c., l’insieme dei dati presenti nella coscienza; con sign. estens.: ho c. di ciò che faccio; non ha c. di ciò che dice; popolo che ha c. dei proprî diritti e dei proprî doveri; prendere c. della propria forza o, in senso più ampio, della realtà, dei reali problemi del paese, della situazione politica, e sim., rendersene esattamente conto (con sign. analogo, è frequente nel linguaggio politico e giornalistico l’espressione presa di coscienza); posso affermare con piena c., con assoluta certezza. Anche, capacità di valutare le proprie doti e attitudini: avere c. dei proprî meriti, delle proprie forze; ho c. dei miei limiti; non ha c. di ciò che vale.
b. In senso più generico, conoscenza: fatto che è nella c. di tutti, che tutti conoscono; avere la vaga c. di qualche cosa, averne qualche sentore o sospetto; perdere la c., perdere i sensi, per uno svenimento o entrando in agonia; riacquistare la c., riaversi.
c. In psicologia, la conoscenza dei proprî atti attraverso la riflessione e l’analisi degli stati psichici. In psicopatologia, c. doppia, condizione morbosa caratterizzata dall’avvicendarsi nello stesso soggetto, per una durata più o meno protratta, di due diversi stati di coscienza, in ciascuno dei quali il soggetto appare immemore dei ricordi relativi all’altro stato.
d. Nel linguaggio della critica letteraria, flusso di coscienza (traduz. dell’ingl. stream of consciousness, tradotto anche talvolta, meno esattamente, corrente di c.), tecnica narrativa, peculiare soprattutto del romanzo inglese e americano del Novecento (J. Joyce, V. Woolf, W. Faulkner), che, ispirandosi alle linee della «confessione» psicanalitica, tenta di riprodurre oggettivamente, portando in primissimo piano un personaggio monologante, il libero, asintattico succedersi di pensieri, immagini, sensazioni, così come si forma e fluisce nella profonda intimità dell’individuo, ai limiti del subconscio, quando ancora debole o pressoché inesistente risulta l’azione delle facoltà riflessive e organizzative dell’intelletto razionale. L’espressione è talora usata, ma impropriamente, come sinon. di monologo interiore (v. monologo).
2.
a. Consapevolezza del valore morale del proprio operato, sentimento del bene e del male che si fa: avere, non avere c.; agire con c.; esame di c., esame riflesso delle proprie azioni per poter discernere il bene e il male compiuto, e quindi riconoscere le proprie eventuali colpe (soprattutto come atto preparatorio al sacramento della confessione). Anche come criterio supremo della moralità o, in modo più attenuato, come sensibilità morale: O dignitosa coscïenza e netta, Come t’è picciol fallo amaro morso! (Dante); la voce della c.; agire secondo c., secondo i dettami della c.; avere la c. elastica; venire a compromessi con la propria c.; mi rimorde la c., sento rimorso; i rimproveri della c.; avere scrupoli di c., scrupoli morali; per obbligo, per debito di c., per dovere morale; per scarico, per sgravio di c., per non avere rimorsi; sentirsi la c. tranquilla, essere certo di aver agito bene o di non aver fatto nulla di male; cattiva c., stato di chi ha rimorsi o dubbî sulla legittimità morale delle proprie azioni; mettersi la c. in pace, far tacere gli scrupoli o i rimorsi, rassegnarsi al fatto compiuto; caso di c., caso dubbio la cui soluzione sollecita il nostro impegno morale; matrimonio di c., matrimonio canonico, privo di effetti civili, che viene celebrato in segreto, di solito per regolare la posizione di due persone che non possono contrarre un matrimonio civilmente valido o che, pur potendolo, ne subirebbero un danno; obiettore di c., v. obiettore. Come locuz. avv., in coscienza, per intimo senso di responsabilità morale, o sulla base di una approfondita e obiettiva valutazione: mi sento obbligato in c. ad aiutarlo; in c., non credo di poterti approvare; anche come semplice espressione asseverativa: in c., credimi, è proprio come t’ho detto.
b. In molte frasi del linguaggio com., è intesa come il luogo riposto cui vengono riferite le nostre azioni e il giudizio su di esse: il fondo della c., la coscienza più intima; avere qualcosa, avere un peso sulla c., sentirsi colpevole; mettersi qualcosa sulla c., commettere un torto, una colpa; levarsi un peso dalla c., adempiere a un obbligo, riparare al mal fatto; avere la c. netta, pulita, non aver nulla da rimproverarsi (al contr., avere la c. sporca, non avere la c. pulita); prendere una cosa sopra la propria c., assumerne la responsabilità; si metta una mano sulla c., frase con cui si raccomanda a qualcuno di valutare bene le proprie responsabilità o lo si invita a esaminare le proprie azioni per scoprire se abbia delle colpe.
c. In qualche caso, indica genericam. impegno, cura, senso di responsabilità: operaio, artigiano che ha c. nel suo lavoro (anche: un operaio, un artigiano di coscienza, di molta c.); è un medico che cura i malati con molta c.; oppure probità, rettitudine, umanità, spec. nei rapporti col prossimo: è gente senza c.; agli speculatori non si può richiedere di avere c.; non c’è più c. nel mondo, oggi!
d. Con riferimento alla religione: libertà di coscienza, diritto di sentire e professare opinioni e fedi religiose senza alcuna restrizione, impedimento o coazione da parte dell’autorità politica ed ecclesiastica; e con senso quasi concreto, dirigere, guidare le c., avere cura delle c., avere funzione di guida spirituale, curare le anime.
3.
estens. Consapevolezza e sensibilità di fronte a determinati fatti, problemi, esperienze di carattere non morale: avere, non avere una c. civica, patriottica; c. linguistica, c. giuridica; c. sportiva; anche, l’insieme dei sentimenti, delle concezioni, degli interessi che sono proprî di una società o di un gruppo sociale: c. sociale, c. collettiva, c. operaia; c. di classe, la piena consapevolezza che una categoria sociale, in partic. la classe lavoratrice, acquista relativamente ai proprî diritti e interessi.
4.
In tipografia, uomo di c., operaio al quale è affidata la conservazione e l’ordinamento del materiale di composizione e in particolare la scomposizione delle forme e il ricollocamento delle lettere nei rispettivi cassettini delle casse.
giovedì 31 gennaio 2013
Pop!
domenica 27 gennaio 2013
sabato 26 gennaio 2013
Lavoro
[Donald Barthelme, Robert Kennedy salvato dalle acque in Atti innaturali, pratiche innominabili]
martedì 22 gennaio 2013
M.
Scomparsa.
Ascesa al Cielo.
Trapasso.
Dipartita.
Riposo eterno.
Resa dell'anima.
Passaggio a miglior vita.
Perdita.
Ritorno alla casa del Padre.
Transito.
Sonno eterno.
Estinzione.
Per triste che sia, la fine della vita si chiama Morte.
lunedì 14 gennaio 2013
Donne d'altri tempi
La quarta di copertina promette un romanzo che è il fratello minore de La ragazza con l'orecchino di perla; e il testo mantiene la promessa.
Romanzo breve, da leggere in una sera in cui non si ha la forza o la voglia di fare fatica: scrittura scorrevole, stile compito e regolare, argomenti che toccano ogni donna, trattati senza che possano far troppo male.
Magda è, prima, una ragazza sveglia, un po' maschiaccio, lusingata dall'essere trattata da suo padre come il figlio maschio mai nato; che forse usa l'attenzione agli affari per sedurlo, questo padre scontento di non avere eredi.
Poi, in questo suo ruolo, è rimpiazzata dal marito; e diventa moglie, amante, e madre. Della maternità conosce la gioia, e la profonda tristezza per i figli perduti.
Il romanzo è il suo diario, scritto nelle cupe ore notturne dopo aver perso una figlia neonata e dopo che il marito, per evitare nuove gravidanze preservarle la salute, forse per affetto forse per opportunità, le comunica che non giacerà più con lei.
Magda è gelosa della figlia e dei suoi nuovi amori, e allo stesso tempo felice per lei; donna di trentasei anni ormai vecchia e non desiderabile per decreto del marito, e pure ancora viva e desiderante.
Lettura molto piacevole.
Qui ho trovato una recensione che dice altre cose rispetto alla mia, coglie altri aspetti.
Qui ho trovato una recensione che dice altre cose rispetto alla mia, coglie altri aspetti.
giovedì 6 dicembre 2012
Writing - Scrivere
BY COLIN NISSAN
- - - -
WRITE EVERY DAY
Writing is a muscle. Smaller than a hamstring and slightly bigger than a bicep, and it needs to be exercised to get stronger. Think of your words as reps, your paragraphs as sets, your pages as daily workouts. Think of your laptop as a machine like the one at the gym where you open and close your inner thighs in front of everyone, exposing both your insecurities and your genitals. Because that is what writing is all about.DON'T PROCRASTINATE
Procrastination is an alluring siren taunting you to Google the country where Balki from Perfect Strangers was from, and to arrange sticky notes on your dog in the shape of hilarious dog shorts. A wicked temptress beckoning you to watch your children, and take showers. Well, it's time to look procrastination in the eye and tell that seafaring wench, "Sorry not today, today I write."FIGHT THROUGH WRITER'S BLOCK
The blank white page. El Diablo Blanco. El Pollo Loco. Whatever you choose to call it, staring into the abyss in search of an idea can be terrifying. But ask yourself this; was Picasso intimidated by the blank canvas? Was Mozart intimidated by the blank sheet music? Was Edison intimidated by the blank lightbulb? If you're still blocked up, ask yourself more questions, like; Why did I quit my job at TJ Maxx to write full-time? Can/should I eat this entire box of Apple Jacks? Is The Price is Right on at 10 or 11?LEARN FROM THE MASTERS
Mark Twain once said, "Show, don't tell." This is an incredibly important lesson for writers to remember; never get such a giant head that you feel entitled to throw around obscure phrases like "Show, don't tell." Thanks for nothing, Mr. Cryptic.FIND YOUR MUSE
Finding a really good muse these days isn't easy, so plan on going through quite a few before landing on a winner. Beware of muses who promise unrealistic timelines for your projects or who wear wizard clothes. When honing in on a promising new muse, also be on the lookout for other writers attempting to swoop in and muse-block you. Just be patient in your search, because the right muse/human relationship can last a lifetime.HONE YOUR CRAFT
There are two things more difficult than writing. The first is editing, the second is expert level Sudoku where there's literally two goddamned squares filled in. While editing is a grueling process, if you really work hard at it, in the end you may find that your piece has fewer words than it did before. Which, is great. Perhaps George Bernard Shaw said it best when upon sending a letter to a close friend, he wrote, "I'm sorry this letter is so long, I didn't have time to make it shorter." No quote better illustrates the point that writers are very busy.ASK FOR FEEDBACK
It's so easy to hide in your little bubble, typing your little words with your little fingers on your little laptop from the comfort of your tiny chair in your miniature little house. I'm taking this tone to illustrate the importance of developing a thick skin. Remember, the only kind of criticism that doesn't make you a better writer is dishonest criticism. That, and someone telling you that you have weird shoulders.READ, READ, READ
It's no secret that great writers are great readers, and that if you can't read, your writing will often suffer. Similarly, if you can read but have to move your lips to get through the longer words, you'll still be a pretty bad writer. Also, if you pronounce "espresso" like "expresso."STUDY THE RULES, THEN BREAK THEM
Part of finding your own voice as a writer is finding your own grammar. Don't spend your career lost in a sea of copycats when you can establish your own set of rules. If everyone's putting periods at the end of their sentences, put yours in the middle of words. Will it be incredibly difficult to read? Yes it will. Will it set you on the path to becoming a literary pioneer? Tough to say, but you're kind of out of options at this point.KEEP IT TOGETHER
A writer's brain is full of little gifts, like a piñata at a birthday party. It's also full of demons, like a piñata at a birthday party in a mental hospital. The truth is, it's demons that keep a tortured writer's spirit alive, not Tootsie Rolls. Sure they'll give you a tiny burst of energy, but they won't do squat for your writing. So treat your demons with the respect they deserve, and with enough prescriptions to keep you wearing pants.venerdì 2 novembre 2012
Sacrificio
L'anodo sacrificale è un pezzo di zinco o di alluminio o di un altro metallo meno nobile, con un potenziale inferiore, di quello da proteggere; si applica l'anodo all'esterno dello scafo metallico di un'imbarcazione, o all'elica, per proteggerli dalla corrosione causata dalle correnti che si generano con il movimento dell'acqua e in generale da correnti elettrolitiche.L'anodo sacrificale è destinato a corrodersi in vece dei pezzi più preziosi; una volta consunto, si butta via e va sostituito. Ogni anodo è accompagnato da un data sheet in cui sono riportate le caratteristiche tecniche, dalle quali si può dedurre quale sarà la sua durata in un dato sistema. E' un modo semplice ed economico per proteggere pezzi importanti.
Nessuno chiede all'anodo se è d'accordo.
Credo che a volte funzioni così anche con le persone.
Iscriviti a:
Post (Atom)
