fla·nèl·la/
sostantivo femminile
Solo nella loc. far flanella, curiosare oziosamente; anche, starsene senza far nulla lasciando lavorare gli altri; fig., amoreggiare con effusioni contenute.
Dal fr. (faire) flanelle, der. di flâner ‘bighellonare’
parole scritte o dette, parole in versi o in prosa, parole per convincere o per ricordare, per confidarsi, redimersi o mentire: questo spazio è dedicato alla lettura, alla scrittura, e alla vita.
fla·nèl·la/
sostantivo femminile
Solo nella loc. far flanella, curiosare oziosamente; anche, starsene senza far nulla lasciando lavorare gli altri; fig., amoreggiare con effusioni contenute.
Dal fr. (faire) flanelle, der. di flâner ‘bighellonare’
Incontrarsi di nuovo.
Trovarsi ad avere.
Tornare in una condizione precedente.
Riconoscersi.
Trovarsi a proprio agio.
Sì. Direi che questo è il termine giusto per me, qui, ora.
L'opiorfina è un oppioide endogeno presente nella saliva umana.
Le prime ricerche effettuate sui topi, che possiedono nella saliva una sostanza simile all'opiorfina, hanno mostrato che il suo potere antidolorifico è maggiore rispetto alla morfina.
[...]
Agisce inibendo l'azione di degradazione dell'Encefalina, altro oppioide endogeno.
[...]
Inoltre l'opiorfina può esercitare un potere antidepressivo.
[Wikipedia]
Andar co' la camoma: significa procedere con molta calma. L'etimologia di camoma non è certa. C'è chi la fa risalire a un termine portoghese che indica la bonaccia, condizione che rallenta il percorso delle navi. Altri la riferiscono a una fune da traino, e altri ancora la associano a un termine greco legato al lavoro, sottintendendo che lavorare stanca.
È uno dei termini più in uso a Venezia.
Tutti i veneziani si muovono con la camoma, è intrinseco all'essere veneziano. Impossibile aver fretta: Venezia non te lo consente.
(Grazie C.)
Secondo Robert K. Merton, e secondo Massimo Messina, scompenso tra scopi esistenziali messi a disposizione dalla cultura sociale e mezzi legittimi per raggiungerli.
Il cammino è un avanzare e indietreggiare senza meta, in cui ciascuno di noi cade in continuazione, e quando si rialza lo fa inginocchiandosi sulla terra, per poi cadere di nuovo. Ci inginocchiamo gli uni davanti agli altri non per pregare o per rendere omaggio alla grandezza dell'altro, ma solo perché è stando alla stessa altezza che possiamo guardarci negli occhi.
[...]
Sulla strada non abbiamo mai avuto paura.
[...]
Il cammino rifonda il senso del pudore. Ci insegna a custodire segreti che, a loro volta, ci custodiranno. Non so cosa sia l'umiltà, ma qualsiasi cosa sia, forse ha a che fare con la casa dalle porte sempre aperte e col segreto.
Luigi Nacci, Viandanza.