sabato 23 settembre 2017

Helsinki - Silenzio

Questo è l'interno della Kamppi Kapel.
È una chiesa, e non lo è.
Si tratta di uno spazio raccolto, collocato all'incrocio delle strade più frenetiche di Helsinki. La cappella del silenzio. Si può entrare liberamente: a riprendere fiato, a meditare, a pensare, a pregare. In silenzio.
Nell'anticamera, un piccolo scaffale ospita la Bibbia in molte lingue e versioni. Un cartello avverte: c'è sempre qualcuno che può ascoltare, anonimamente e senza appuntamento. Due persone: una della parrocchia, l'altra dei servizi sociali del comune.

martedì 19 settembre 2017

Helsinki: Dimensioni

Helsinki non è grande. Deve ospitare appena 650.000 abitanti, non molti per una capitale europea; e in mezz'ora di treno ci si trova già altrove. A Espoo, per esempio.

I finlandesi, invece, sì: sono grandi. Anche le donne. Nei negozi di scarpe, trovare ballerine taglia 42 è una cosa normale. Sono alti, sono ingombranti.
Però se li tocchi, a volte anche se soltanto li guardi, si imbarazzano e diventano serissimi. Se poi sorridi, vorrebbero sparire o almeno farsi piccoli piccoli.

Quando poi sono piccoli davvero, stanno fuori. I giardini sono pieni di classi dell'asilo, delle elementari delle medie che stanno all'aperto. I ragazzini sono già piccoli guerrieri, con capelli rasati e ciuffi raccolti in alto. I piccolini sembrano puffi: ciascuno con il suo berretto di cotone, con la sua giacchetta fosforescente. Chi vigila li lascia fare. Corrono in gruppi, picchiano rumorosamente con bastoni su tavole e per terra. Uno l'ho visto con la sua minuscola bicicletta senza pedali e il casco, fermo da solo a un semaforo. Avrà avuto tre anni al massimo, ed era pericolosamente vicino alla carreggiata. La mamma è arrivata dopo un po', con il fratellino più piccolo sul monopattino. Senza ansia. 

domenica 17 settembre 2017

Helsinki - Prime impressioni verdi

Dall'aereo boschi, boschi e ancora boschi.
L'aeroporto disseminato di serre e terrari.
E la toilette, perfino quella, ha una foto a parete con tronchi di betulle a perdita d'occhio, e cinquettio registrato ad allietare il momento.

Helsinki - In viaggio

Sono partita alla ventura.
Con un biglietto aereo, con un alloggio e con alcuni appuntamenti nei prossimi giorni; ma senza alcuna idea di dove sto andando. Non so come arriverò dall'aeroporto al centro, non so se ci sia il tram o la metropolitana, non conosco i piatti tipici, le usanze, i musei.
Per me Helsinki è un posto su a nord, dove c'è stata a un certo punto, circa diciotto anni fa, la possibilità di andare a vivere, a cominciare la vita adulta. Avevo già il  bagaglio pronto; invece, no. Allora sapevo che avrebbe fatto freddo e che ogni casa aveva una sauna. E che vi si parla una lingua che, come l'ungherese, non somiglia a niente.

Questa mattina ho preso un volo con scalo; e solo ora che sono seduta a un gate dell'aeroporto di Berlino, la Finlandia comincia a prendere forma. Di fronte a me siedono due ragazze dalla pelle lattiginosa e gli occhi opachi, con qualcosa di animale, e i tatuaggi che scorgo sulle loro caviglie mi fanno pensare a riti antichi. Più degli stessi tatuaggi sulla pelle di tanti altri ragazzi incrociati in tutta Europa, chissà perché. Una di loro ha guance piene e una boccuccia piccola sul mento rotondo, un broncio da bambina sotto occhi con un trucco pesante. C'è qualcosa in quest'incarnato pallido che mi attrae. Probabilmente nel giro di vent'anni crollerà; ma ora, nonostante la sua aria scafata, la sua curvilinea serietà è deliziosa. L'amica ha una frangia pesante di capelli troppo scuri e con un'ombra rossa, probabilmente tinti. Le iridi chiare mettono a fuoco punti lontani; neppure lei ride.

Due giovani vihinghi siedono a terra. Di un biondo giallastro, uno ha baffetti corti, l'altro la barba lunga. Parlano questa lingua che imparerò ad ascoltare. A tratti, ruttano.

Mi imbarco.

martedì 12 settembre 2017

Londra - Si torna a casa!

Felici e contenti.

Londra - Lessons learned

Ultimo viaggio in metro dopo l'ultima cena di pollo. Felpe londinesi e ragazzi a loro agio, l'underground fa parte ormai della vita quotidiana.
In questo viaggio abbiamo imparato che in un solo giorno possono esserci tre stagioni diverse, che vestirsi a strati è un'arte e che un impermeabile bisogna averlo per forza.
E un'infinità di cose che capiremo con il tempo.

lunedì 11 settembre 2017

Londra - Tower Bridge

Ultimo giorno: corriamo qua e là a vedere tutto quello che ci è sfuggito nei giorni scorsi. Frenesia, confusione. Sole, pioggia, di nuovo sole, vento, di nuovo pioggia. Aria calda nei corridoi dell'underground, fredda sulle scale mobili, condizionata nei negozi, tiepida fuori, fredda dietro l'angolo.
E in tutto questo: serenità, sorrisi e abbracci senza un perché.

Londra - Un po' di tutto

..athàtti abùko!

London Underground

Questa mattina ci siamo persi la Giorgia.
Però poi l'abbiamo trovata 😊

sabato 9 settembre 2017