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sabato 6 febbraio 2021

Assertività

Capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore.






sabato 18 maggio 2019

Itaca

Itaca è tornare, un giorno.
Per ora, tuttavia, Itaca è un pezzo di me che se ne va da solo per il mondo.
Un altro.

martedì 28 agosto 2018

Insieme (ovvero: un pezzo di me che se ne va da solo per il mondo)

Insieme in volo legate alla vita

"Storia di Francesca" Il video proiettato ieri sera al Collegio Raffaello di Urbino in occasione della presentazione del nostro libro.

Pubblicato da Insieme in volo legate alla vita su Martedì 28 agosto 2018

martedì 19 settembre 2017

Helsinki: Dimensioni

Helsinki non è grande. Deve ospitare appena 650.000 abitanti, non molti per una capitale europea; e in mezz'ora di treno ci si trova già altrove. A Espoo, per esempio.

I finlandesi, invece, sì: sono grandi. Anche le donne. Nei negozi di scarpe, trovare ballerine taglia 42 è una cosa normale. Sono alti, sono ingombranti.
Però se li tocchi, a volte anche se soltanto li guardi, si imbarazzano e diventano serissimi. Se poi sorridi, vorrebbero sparire o almeno farsi piccoli piccoli.

Quando poi sono piccoli davvero, stanno fuori. I giardini sono pieni di classi dell'asilo, delle elementari delle medie che stanno all'aperto. I ragazzini sono già piccoli guerrieri, con capelli rasati e ciuffi raccolti in alto. I piccolini sembrano puffi: ciascuno con il suo berretto di cotone, con la sua giacchetta fosforescente. Chi vigila li lascia fare. Corrono in gruppi, picchiano rumorosamente con bastoni su tavole e per terra. Uno l'ho visto con la sua minuscola bicicletta senza pedali e il casco, fermo da solo a un semaforo. Avrà avuto tre anni al massimo, ed era pericolosamente vicino alla carreggiata. La mamma è arrivata dopo un po', con il fratellino più piccolo sul monopattino. Senza ansia. 

domenica 17 settembre 2017

Helsinki - Prime impressioni verdi

Dall'aereo boschi, boschi e ancora boschi.
L'aeroporto disseminato di serre e terrari.
E la toilette, perfino quella, ha una foto a parete con tronchi di betulle a perdita d'occhio, e cinquettio registrato ad allietare il momento.

Helsinki - In viaggio

Sono partita alla ventura.
Con un biglietto aereo, con un alloggio e con alcuni appuntamenti nei prossimi giorni; ma senza alcuna idea di dove sto andando. Non so come arriverò dall'aeroporto al centro, non so se ci sia il tram o la metropolitana, non conosco i piatti tipici, le usanze, i musei.
Per me Helsinki è un posto su a nord, dove c'è stata a un certo punto, circa diciotto anni fa, la possibilità di andare a vivere, a cominciare la vita adulta. Avevo già il  bagaglio pronto; invece, no. Allora sapevo che avrebbe fatto freddo e che ogni casa aveva una sauna. E che vi si parla una lingua che, come l'ungherese, non somiglia a niente.

Questa mattina ho preso un volo con scalo; e solo ora che sono seduta a un gate dell'aeroporto di Berlino, la Finlandia comincia a prendere forma. Di fronte a me siedono due ragazze dalla pelle lattiginosa e gli occhi opachi, con qualcosa di animale, e i tatuaggi che scorgo sulle loro caviglie mi fanno pensare a riti antichi. Più degli stessi tatuaggi sulla pelle di tanti altri ragazzi incrociati in tutta Europa, chissà perché. Una di loro ha guance piene e una boccuccia piccola sul mento rotondo, un broncio da bambina sotto occhi con un trucco pesante. C'è qualcosa in quest'incarnato pallido che mi attrae. Probabilmente nel giro di vent'anni crollerà; ma ora, nonostante la sua aria scafata, la sua curvilinea serietà è deliziosa. L'amica ha una frangia pesante di capelli troppo scuri e con un'ombra rossa, probabilmente tinti. Le iridi chiare mettono a fuoco punti lontani; neppure lei ride.

Due giovani vihinghi siedono a terra. Di un biondo giallastro, uno ha baffetti corti, l'altro la barba lunga. Parlano questa lingua che imparerò ad ascoltare. A tratti, ruttano.

Mi imbarco.

lunedì 24 luglio 2017

Braies

Lago di Braies, 26 agosto 2002

Questa mattina
Abbiamo cercato nel cassetto
La maglietta di cotone
E la camicia a scacchi
Abbiamo infilato i pantaloni
Alla zuava
Tu - io corti di velluto
Blu
E i calzettoni di lana
E le pedule nuove
Con la stella alpina.
Nello zaino abbiamo messo
Una coperta
Una giacca a vento
I panini con la frittata
Acqua abbondante nella borraccia
La tua grappa
La mia carta
Tabacco
Un bastone
I cerotti
Gli occhiali la crema da sole
Un quaderno di appunti
Un libro
La matita la penna
............

Si è fatto tardi
Partiremo domani
Forse.

martedì 4 luglio 2017

Craving

Desiderio spasmodico di qualcosa: alcool, droghe, sesso, cibo.
Nel caso del craving alimentare, spesso il desiderio ha per oggetto cibi ad alto contenuto di carboidrati e di grassi.
Questi ultimi stimolano la produzione di serotonina e attivano la sensazione di piacere, che ha effetto immediato e durata breve. Segue il calo glicemico con conseguente rilascio di cortisolo o ormone dello stress: così che si sente di nuovo fame e si prova ancora ansia, dunque si è presto pronti per ricominciare.
La presenza di glucosio nel sangue stimola la produzione di insulina, che ha la funzione di far assorbire gli eccessi sotto forma di tessuto adiposo. Lo stimolo continuo può causare un disfunzionamento della produzione di insulina da parte del pancreas, dunque rischio di diabete; e stato infiammatorio diffuso, che predispone a coliti e tumori.
L'insulina tende a dare assuefazione e per ottenere lo stesso risultato, di riportare il glucosio nel sangue a livelli normali, servirà una quantità maggiore di insulina, il che comporterà un maggior accumulo di tessuto adiposo.
Inoltre, gli sbalzi dei livelli di insulina vanno di pari passo con gli sbalzi d'umore; ee la resistenza insulinica va di pari passo con la depressione.

Si può trattare come altre dipendenze, stimolando quotidianamente la produzione di serotonina attraverso canali diversi da quello alimentare: ad esempio con il movimento, la meditazione, facendo qualcosa che piace. O innamorandosi.

mercoledì 10 maggio 2017

Maièutica (passato e futuro)

Una domenica a pranzo, tra un tortello di zucca e un bicchiere di bianco, ho scoperto che Socrate è più vivo e presente che mai, e che dal lontano passato della mia vita potrebbe ricomparire presto, e far parte del prossimo futuro, a dargli senso e spessore.

Sorprese.
Cose belle.
Doni.
E ancora un altro "Grazie" da dire.

lunedì 1 maggio 2017

Steampunk

Filone della narrativa fantascientifica avente la peculiarità di introdurre in un'ambientazione storica (generalmente, l'Inghilterra dell'età vittoriana) invenzioni tecnologiche anacronistiche; anche come aggettivo.
Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico (a volte un'ucronia) in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l'energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l'orbita della Luna. Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk è riassunto nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima".

Così, wikipedia.

Poi però steampunk è anche una moda. E pure un modo, di travestirsi.



Capita che si vada a pranzo a Gradara, aspettandosi e trovando il solito carnevale medievale, che dà da riflettere (tristemente) sulla distorsione storica ma anche (meno tristemente) sulle capacità di promozione turistica degli amministratori locali.
Capita che i rapaci dei falconieri "medioevali" siano, curiosamente, aquile canadesi; e che nel bel mezzo dello spettacolo passi di lì un pastore vero, con una vera pecora. 

E capita infine che, a completare lo straniamento, vicoli e strade siano popolati di personaggi improbabili, abbigliati di pizzo nero, fibbie, cuoio e accessori di ottone.

Il pop postmoderno è servito. Città piena, tutti contenti. Paolo e Francesca, perplessi, osservano dai bastioni.

domenica 23 aprile 2017

Flanella

fla·nèl·la/
sostantivo femminile
Solo nella loc. far flanella, curiosare oziosamente; anche, starsene senza far nulla lasciando lavorare gli altri; fig., amoreggiare con effusioni contenute.

Dal fr. (faire) flanelle, der. di flâner ‘bighellonare’

martedì 3 gennaio 2017

Ritrovarsi

Incontrarsi di nuovo.
Trovarsi ad avere.
Tornare in una condizione precedente.
Riconoscersi.
Trovarsi a proprio agio.

Sì. Direi che questo è il termine giusto per me, qui, ora.

domenica 1 gennaio 2017

Opiorfina

L'opiorfina è un oppioide endogeno presente nella saliva umana.
Le prime ricerche effettuate sui topi, che possiedono nella saliva una sostanza simile all'opiorfina, hanno mostrato che il suo potere antidolorifico è maggiore rispetto alla morfina.
[...]
Agisce inibendo l'azione di degradazione dell'Encefalina, altro oppioide endogeno.
[...]
Inoltre l'opiorfina può esercitare un potere antidepressivo.

[Wikipedia]

lunedì 17 ottobre 2016

Bass / Treble

https://youtu.be/iyTTX6Wlf1Y

lunedì 3 ottobre 2016

Gemütlichkeit

[ɡəˈmyːtlɪçkaɪt]
Sensazione o atmosfera di intimità, calore, amicizia.

domenica 2 ottobre 2016

Dirndl

domenica 18 settembre 2016

Camóma

Andar co' la camoma: significa procedere con molta calma. L'etimologia di camoma non è certa. C'è chi la fa risalire a un termine portoghese che indica la bonaccia, condizione che rallenta il percorso delle navi. Altri la riferiscono a una fune da traino, e altri ancora la associano a un termine greco legato al lavoro, sottintendendo che lavorare stanca.
È uno dei termini più in uso a Venezia.
Tutti i veneziani si muovono con la camoma, è intrinseco all'essere veneziano. Impossibile aver fretta: Venezia non te lo consente.

(Grazie C.)

sabato 17 settembre 2016

Anomia

Secondo Robert K. Merton, e secondo Massimo Messina, scompenso tra scopi esistenziali messi a disposizione dalla cultura sociale e mezzi legittimi per raggiungerli.

lunedì 9 novembre 2015

Mammorep

Il repere è un filo metallico fornito all’estremità di un uncino (simile ad un amo da pesca) che si aggancerà nella sede della lesione e verrà asportato dal chirurgo insieme al pezzo operatorio.
La manovra non è dolorosa e, qualora il centramento venisse effettuato il giorno precedente l’intervento chirurgico, non vi saranno inconvenienti. In presenza del repere metallico è comunque opportuno indossare il reggiseno e non effettuare eccessivi movimenti del braccio.
La mammella viene compressa e l’ago (attraverso cui passerà l’uncino) viene introdotto, attraverso una griglia millimetrata, in corrispondenza della sede della lesione. Si controlla il corretto posizionamento dell’uncino. La paziente viene condotta in sala operatoria con l’uncino in sede.

martedì 6 ottobre 2015

E' il momento di tornare in asse.
Di ritrovare un centro in me stessa.
Di smettere di guardare fuori, di misurarmi con metri altrui.
E' il momento di riacquistare un equilibrio. Di avanzare con passi sicuri. Di ancorarmi bene a terra per potermi protendere verso l'alto


Grazie a chi mi ha accompagnata e sostenuta in questi mesi, e grazie anche a chi, ancora una volta attraverso il tango, mi ha ricordato che esisto.