martedì 19 settembre 2017

Helsinki: Dimensioni

Helsinki non è grande. Deve ospitare appena 650.000 abitanti, non molti per una capitale europea; e in mezz'ora di treno ci si trova già altrove. A Espoo, per esempio.

I finlandesi, invece, sì: sono grandi. Anche le donne. Nei negozi di scarpe, trovare ballerine taglia 42 è una cosa normale. Sono alti, sono ingombranti.
Però se li tocchi, a volte anche se soltanto li guardi, si imbarazzano e diventano serissimi. Se poi sorridi, vorrebbero sparire o almeno farsi piccoli piccoli.

Quando poi sono piccoli davvero, stanno fuori. I giardini sono pieni di classi dell'asilo, delle elementari delle medie che stanno all'aperto. I ragazzini sono già piccoli guerrieri, con capelli rasati e ciuffi raccolti in alto. I piccolini sembrano puffi: ciascuno con il suo berretto di cotone, con la sua giacchetta fosforescente. Chi vigila li lascia fare. Corrono in gruppi, picchiano rumorosamente con bastoni su tavole e per terra. Uno l'ho visto con la sua minuscola bicicletta senza pedali e il casco, fermo da solo a un semaforo. Avrà avuto tre anni al massimo, ed era pericolosamente vicino alla carreggiata. La mamma è arrivata dopo un po', con il fratellino più piccolo sul monopattino. Senza ansia. 

domenica 17 settembre 2017

Helsinki - Prime impressioni verdi

Dall'aereo boschi, boschi e ancora boschi.
L'aeroporto disseminato di serre e terrari.
E la toilette, perfino quella, ha una foto a parete con tronchi di betulle a perdita d'occhio, e cinquettio registrato ad allietare il momento.

Helsinki - In viaggio

Sono partita alla ventura.
Con un biglietto aereo, con un alloggio e con alcuni appuntamenti nei prossimi giorni; ma senza alcuna idea di dove sto andando. Non so come arriverò dall'aeroporto al centro, non so se ci sia il tram o la metropolitana, non conosco i piatti tipici, le usanze, i musei.
Per me Helsinki è un posto su a nord, dove c'è stata a un certo punto, circa diciotto anni fa, la possibilità di andare a vivere, a cominciare la vita adulta. Avevo già il  bagaglio pronto; invece, no. Allora sapevo che avrebbe fatto freddo e che ogni casa aveva una sauna. E che vi si parla una lingua che, come l'ungherese, non somiglia a niente.

Questa mattina ho preso un volo con scalo; e solo ora che sono seduta a un gate dell'aeroporto di Berlino, la Finlandia comincia a prendere forma. Di fronte a me siedono due ragazze dalla pelle lattiginosa e gli occhi opachi, con qualcosa di animale, e i tatuaggi che scorgo sulle loro caviglie mi fanno pensare a riti antichi. Più degli stessi tatuaggi sulla pelle di tanti altri ragazzi incrociati in tutta Europa, chissà perché. Una di loro ha guance piene e una boccuccia piccola sul mento rotondo, un broncio da bambina sotto occhi con un trucco pesante. C'è qualcosa in quest'incarnato pallido che mi attrae. Probabilmente nel giro di vent'anni crollerà; ma ora, nonostante la sua aria scafata, la sua curvilinea serietà è deliziosa. L'amica ha una frangia pesante di capelli troppo scuri e con un'ombra rossa, probabilmente tinti. Le iridi chiare mettono a fuoco punti lontani; neppure lei ride.

Due giovani vihinghi siedono a terra. Di un biondo giallastro, uno ha baffetti corti, l'altro la barba lunga. Parlano questa lingua che imparerò ad ascoltare. A tratti, ruttano.

Mi imbarco.

martedì 12 settembre 2017

Londra - Si torna a casa!

Felici e contenti.

Londra - Lessons learned

Ultimo viaggio in metro dopo l'ultima cena di pollo. Felpe londinesi e ragazzi a loro agio, l'underground fa parte ormai della vita quotidiana.
In questo viaggio abbiamo imparato che in un solo giorno possono esserci tre stagioni diverse, che vestirsi a strati è un'arte e che un impermeabile bisogna averlo per forza.
E un'infinità di cose che capiremo con il tempo.

lunedì 11 settembre 2017

Londra - Tower Bridge

Ultimo giorno: corriamo qua e là a vedere tutto quello che ci è sfuggito nei giorni scorsi. Frenesia, confusione. Sole, pioggia, di nuovo sole, vento, di nuovo pioggia. Aria calda nei corridoi dell'underground, fredda sulle scale mobili, condizionata nei negozi, tiepida fuori, fredda dietro l'angolo.
E in tutto questo: serenità, sorrisi e abbracci senza un perché.

Londra - Un po' di tutto

..athàtti abùko!

London Underground

Questa mattina ci siamo persi la Giorgia.
Però poi l'abbiamo trovata 😊

sabato 9 settembre 2017

Londra - Francesca's Mme Tussaud

Londra - Giorgia's Mme Tussaud

Londra - Harrod's

Qualcuna si è annoiata, ma ha pazientato.
Qualcuno si è parecchio divertito e ha scoperto che essere la moglie di uno sceicco può presentare dei vantaggi; ma che ha anche dei lati oscuri.
Qualcun'altra si è divertita a vedere chi si divertiva e ha gioito della gioia che brillava in quel certo paio d'occhi  ❤

Londra - Tommaso's Mme Tussaud

Londra - English Breakfast

Scrumbled eggs, bacon, bread and butter. Ma senza rinunciare a latte e nesquik, in ottima compagnia 😊

venerdì 8 settembre 2017

Londra - National Gallery

Questa mattina Londra è più Londra che mai. Piove, fa freddo; prendiamo a prestito delle giacche e ci avventuriamo fuori, diretti alla National Gallery.
Abbiamo preso aerei, treni, autobus, auto e underground, per arrivare fino a qui. Ne valeva la pena?

Cammino lungo le gallerie. Davanti alla sala 2, chiusa, racconto ai ragazzi la storia avvincente di Bacco e Arianna, e Teseo, e Minosse, Pasifae, Dedalo, Europa, Poseidone, Zeus, e Fedra...

Poi, davanti a Bellini, ancora una volta mi ricordo di me; ancora una volta, sono a casa.

giovedì 7 settembre 2017

Londra - Harry Potter

Ci sono volte in cui è bene ed è bello studiare, capire, interrogarsi. Ce n'è altre in cui rilassarsi e ridere è perfino meglio.

Oggi pomeriggio è stata una di queste: scoprire come si costruisce un mondo magico, quali idee concrete e che materiali ordinari e persone e lavoro siano necessari, e stupirsi come non si sapesse niente di niente, spaventarsi davanti a un ragno gigante in una foresta buia, desiderare di avere dodici anni e andare alle medie e, a cavallo di una scopa, credere realmente di poter prendere il volo.

A volte ci vuole, un pomeriggio così. E ora stanchi, e tutti e tre con gli occhi che luccicano di gioia, andando verso casa scopriamo quanto può essere grande questa grande, grande città.

Londra - British Museum

E finalmente, la bellezza!
Tanta, tanta bellezza da ogni parte del mondo, da ogni tempo, e tanto ingegno per compiere opere utili e anche inutili, pensate e realizzate senza un fine concreto e terreno.
La bellezza, lo spirito, un'altra vita in un luogo e un tempo diversi... quanti motivi per fare!

Londra - Covent Garden

Alle 10 del mattino la giornata comincia appena. I negozi aprono, compaiono le bancarelle, ma in giro ancora non c'è quasi nessuno e si respira l'aria di un nuovo inizio. Misto a pollo al curry  😊

Londra

Casa inglese con finestre inglesi.
Fuori, molti alberi lungo strade ordinate con larghi marciapiedi sgombri, pieni di bambini in divisa da scuola, e panchine in legno per riposarsi.
Trentacinque anni fa ero qui, a poche strade di distanza, e tutto questo mi era piaciuto; poi, l'ho dimenticato.

Londra

E finalmente ecco: si parte.
Qualcuno mostra già un understatement tutto inglese, qualcun'altra entusiasmo, eccitazione e occhi lucidi.
Ma la curiosità, quella è di tutti.

lunedì 24 luglio 2017

Braies

Lago di Braies, 26 agosto 2002

Questa mattina
Abbiamo cercato nel cassetto
La maglietta di cotone
E la camicia a scacchi
Abbiamo infilato i pantaloni
Alla zuava
Tu - io corti di velluto
Blu
E i calzettoni di lana
E le pedule nuove
Con la stella alpina.
Nello zaino abbiamo messo
Una coperta
Una giacca a vento
I panini con la frittata
Acqua abbondante nella borraccia
La tua grappa
La mia carta
Tabacco
Un bastone
I cerotti
Gli occhiali la crema da sole
Un quaderno di appunti
Un libro
La matita la penna
............

Si è fatto tardi
Partiremo domani
Forse.

martedì 4 luglio 2017

Craving

Desiderio spasmodico di qualcosa: alcool, droghe, sesso, cibo.
Nel caso del craving alimentare, spesso il desiderio ha per oggetto cibi ad alto contenuto di carboidrati e di grassi.
Questi ultimi stimolano la produzione di serotonina e attivano la sensazione di piacere, che ha effetto immediato e durata breve. Segue il calo glicemico con conseguente rilascio di cortisolo o ormone dello stress: così che si sente di nuovo fame e si prova ancora ansia, dunque si è presto pronti per ricominciare.
La presenza di glucosio nel sangue stimola la produzione di insulina, che ha la funzione di far assorbire gli eccessi sotto forma di tessuto adiposo. Lo stimolo continuo può causare un disfunzionamento della produzione di insulina da parte del pancreas, dunque rischio di diabete; e stato infiammatorio diffuso, che predispone a coliti e tumori.
L'insulina tende a dare assuefazione e per ottenere lo stesso risultato, di riportare il glucosio nel sangue a livelli normali, servirà una quantità maggiore di insulina, il che comporterà un maggior accumulo di tessuto adiposo.
Inoltre, gli sbalzi dei livelli di insulina vanno di pari passo con gli sbalzi d'umore; ee la resistenza insulinica va di pari passo con la depressione.

Si può trattare come altre dipendenze, stimolando quotidianamente la produzione di serotonina attraverso canali diversi da quello alimentare: ad esempio con il movimento, la meditazione, facendo qualcosa che piace. O innamorandosi.

mercoledì 28 giugno 2017

Vu' cumprà

Mezzogiorno. Il tempo volge al brutto, negli stabilimenti gli ombrelloni vengono chiusi e raccolti, i bagnini si attardano a controllare che qualche imprudente non sia ancora in acqua. Sul lungomare, coppie atletiche di olandesi camminano tranquille accompagnate dai figli adolescenti, anziani pescatori osservano seduti su panchine troppo moderne, mamme apprensive rincorrono bambini o li trascinano verso casa.
Un uomo più nero della notte, serio, asciutto, si sporge oltre la ringhiera a osservare qualcosa di sotto, sulla spiaggia; da quella stessa ringhiera il vento fa sventolare i teli leggeri a disegni africani esposti in vendita. Una bimba nera quanto l'uomo e altrettanto seria, avrà otto anni, gli chiede qualcosa, brandendo un gelato. L'uomo annuisce e lei gli si avvia incontro, il vestitino fucsia svolazzante; dietro sale un altro bambino, più piccolo, concentrato su un gelato identico non ancora aperto.
"Per i figli si fa tutto" sorride da sotto il venditore di gelati.
"E' difficile" risponde il padre; "Difficile...".

martedì 27 giugno 2017

Eterno

Il sole del pomeriggio scalda ancora e fa sudare.
Due ragazzini di qui, la pelle percorsa da brividi, escono dall'acqua: sono le cinque ed è ora di andare. I capelli corti brillano d'acqua e di sale, i giovani muscoli guizzano sotto la pelle tesa. Tra qualche settimana quella pelle sarà cotta dal sole ma ora è soltanto giugno, la scuola è finita da poco. Si asciugano sommariamente, infilano le magliette sopra i pantaloncini grondanti, prendono i telefoni dallo zaino e avvisano a casa, "Sto arrivando, mamma" con la voce ancora infantile. Salutano gli amici e si avviano, insieme, senza fare la doccia: uno biondo uno moro, uno alto e robusto con la faccia da bambino, l'altro piccolo e scattante ma con l'espressione quasi adulta.

Poco più in là i fratelli maggiori, come a un comando, si alzano insieme dai loro asciugamani oziosi e si lanciano in acqua. Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Ciascuno si tuffa e si avvia senza fermarsi ad aspettare il prossimo. Nuotando sfilano accanto all'alta roccia che emerge dal fondo a pochi metri da riva, poi scompaiono alla vista. Gabbiani urlanti, sempre identici e ignari di sé, volano sopra il golfo proiettando ombre enormi sulla parete del castello di Lerici.
I ragazzi ricompaiono oltre gli scogli. Figurine lontane, si arrampicano lenti e metodici come formiche fino a radunarsi su uno stesso spuntone di roccia. Là si fermano. Prendono fiato. Ridono, chi sa, fino a che uno si alza e si sporge. Immagino scenda il silenzio. Le dita dei piedi aggrappate alla roccia, i polmoni che si riempiono, le ginocchia flesse si preparano al salto. E via! Due secondi e mezzo di accelerazione, poi la figura scompare di nuovo ed emergono schizzi alti di schiuma salata. Si lanciano il secondo, il terzo, e già il primo sta risalendo, lento, determinato.
Non so cosa sia a farli decidere, ma a un tratto si fermano sulla roccia su in alto, senza tuffarsi. Passa altro tempo, a un tratto li cerco con lo sguardo e non ci sono più. Li trovo nel mare: nuotano, stanno tornando.

Sempre identici, ignari di sé.

mercoledì 10 maggio 2017

Maièutica (passato e futuro)

Una domenica a pranzo, tra un tortello di zucca e un bicchiere di bianco, ho scoperto che Socrate è più vivo e presente che mai, e che dal lontano passato della mia vita potrebbe ricomparire presto, e far parte del prossimo futuro, a dargli senso e spessore.

Sorprese.
Cose belle.
Doni.
E ancora un altro "Grazie" da dire.

lunedì 1 maggio 2017

Steampunk

Filone della narrativa fantascientifica avente la peculiarità di introdurre in un'ambientazione storica (generalmente, l'Inghilterra dell'età vittoriana) invenzioni tecnologiche anacronistiche; anche come aggettivo.
Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico (a volte un'ucronia) in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l'energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l'orbita della Luna. Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk è riassunto nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima".

Così, wikipedia.

Poi però steampunk è anche una moda. E pure un modo, di travestirsi.



Capita che si vada a pranzo a Gradara, aspettandosi e trovando il solito carnevale medievale, che dà da riflettere (tristemente) sulla distorsione storica ma anche (meno tristemente) sulle capacità di promozione turistica degli amministratori locali.
Capita che i rapaci dei falconieri "medioevali" siano, curiosamente, aquile canadesi; e che nel bel mezzo dello spettacolo passi di lì un pastore vero, con una vera pecora. 

E capita infine che, a completare lo straniamento, vicoli e strade siano popolati di personaggi improbabili, abbigliati di pizzo nero, fibbie, cuoio e accessori di ottone.

Il pop postmoderno è servito. Città piena, tutti contenti. Paolo e Francesca, perplessi, osservano dai bastioni.

domenica 23 aprile 2017

Flanella

fla·nèl·la/
sostantivo femminile
Solo nella loc. far flanella, curiosare oziosamente; anche, starsene senza far nulla lasciando lavorare gli altri; fig., amoreggiare con effusioni contenute.

Dal fr. (faire) flanelle, der. di flâner ‘bighellonare’

martedì 3 gennaio 2017

Ritrovarsi

Incontrarsi di nuovo.
Trovarsi ad avere.
Tornare in una condizione precedente.
Riconoscersi.
Trovarsi a proprio agio.

Sì. Direi che questo è il termine giusto per me, qui, ora.

domenica 1 gennaio 2017

Opiorfina

L'opiorfina è un oppioide endogeno presente nella saliva umana.
Le prime ricerche effettuate sui topi, che possiedono nella saliva una sostanza simile all'opiorfina, hanno mostrato che il suo potere antidolorifico è maggiore rispetto alla morfina.
[...]
Agisce inibendo l'azione di degradazione dell'Encefalina, altro oppioide endogeno.
[...]
Inoltre l'opiorfina può esercitare un potere antidepressivo.

[Wikipedia]