martedì 4 luglio 2017

Craving

Desiderio spasmodico di qualcosa: alcool, droghe, sesso, cibo.
Nel caso del craving alimentare, spesso il desiderio ha per oggetto cibi ad alto contenuto di carboidrati e di grassi.
Questi ultimi stimolano la produzione di serotonina e attivano la sensazione di piacere, che ha effetto immediato e durata breve. Segue il calo glicemico con conseguente rilascio di cortisolo o ormone dello stress: così che si sente di nuovo fame e si prova ancora ansia, dunque si è presto pronti per ricominciare.
La presenza di glucosio nel sangue stimola la produzione di insulina, che ha la funzione di far assorbire gli eccessi sotto forma di tessuto adiposo. Lo stimolo continuo può causare un disfunzionamento della produzione di insulina da parte del pancreas, dunque rischio di diabete; e stato infiammatorio diffuso, che predispone a coliti e tumori.
L'insulina tende a dare assuefazione e per ottenere lo stesso risultato, di riportare il glucosio nel sangue a livelli normali, servirà una quantità maggiore di insulina, il che comporterà un maggior accumulo di tessuto adiposo.
Inoltre, gli sbalzi dei livelli di insulina vanno di pari passo con gli sbalzi d'umore; ee la resistenza insulinica va di pari passo con la depressione.

Si può trattare come altre dipendenze, stimolando quotidianamente la produzione di serotonina attraverso canali diversi da quello alimentare: ad esempio con il movimento, la meditazione, facendo qualcosa che piace. O innamorandosi.

mercoledì 28 giugno 2017

Vu' cumprà

Mezzogiorno. Il tempo volge al brutto, negli stabilimenti gli ombrelloni vengono chiusi e raccolti, i bagnini si attardano a controllare che qualche imprudente non sia ancora in acqua. Sul lungomare, coppie atletiche di olandesi camminano tranquille accompagnate dai figli adolescenti, anziani pescatori osservano seduti su panchine troppo moderne, mamme apprensive rincorrono bambini o li trascinano verso casa.
Un uomo più nero della notte, serio, asciutto, si sporge oltre la ringhiera a osservare qualcosa di sotto, sulla spiaggia; da quella stessa ringhiera il vento fa sventolare i teli leggeri a disegni africani esposti in vendita. Una bimba nera quanto l'uomo e altrettanto seria, avrà otto anni, gli chiede qualcosa, brandendo un gelato. L'uomo annuisce e lei gli si avvia incontro, il vestitino fucsia svolazzante; dietro sale un altro bambino, più piccolo, concentrato su un gelato identico non ancora aperto.
"Per i figli si fa tutto" sorride da sotto il venditore di gelati.
"E' difficile" risponde il padre; "Difficile...".

martedì 27 giugno 2017

Eterno

Il sole del pomeriggio scalda ancora e fa sudare.
Due ragazzini di qui, la pelle percorsa da brividi, escono dall'acqua: sono le cinque ed è ora di andare. I capelli corti brillano d'acqua e di sale, i giovani muscoli guizzano sotto la pelle tesa. Tra qualche settimana quella pelle sarà cotta dal sole ma ora è soltanto giugno, la scuola è finita da poco. Si asciugano sommariamente, infilano le magliette sopra i pantaloncini grondanti, prendono i telefoni dallo zaino e avvisano a casa, "Sto arrivando, mamma" con la voce ancora infantile. Salutano gli amici e si avviano, insieme, senza fare la doccia: uno biondo uno moro, uno alto e robusto con la faccia da bambino, l'altro piccolo e scattante ma con l'espressione quasi adulta.

Poco più in là i fratelli maggiori, come a un comando, si alzano insieme dai loro asciugamani oziosi e si lanciano in acqua. Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Ciascuno si tuffa e si avvia senza fermarsi ad aspettare il prossimo. Nuotando sfilano accanto all'alta roccia che emerge dal fondo a pochi metri da riva, poi scompaiono alla vista. Gabbiani urlanti, sempre identici e ignari di sé, volano sopra il golfo proiettando ombre enormi sulla parete del castello di Lerici.
I ragazzi ricompaiono oltre gli scogli. Figurine lontane, si arrampicano lenti e metodici come formiche fino a radunarsi su uno stesso spuntone di roccia. Là si fermano. Prendono fiato. Ridono, chi sa, fino a che uno si alza e si sporge. Immagino scenda il silenzio. Le dita dei piedi aggrappate alla roccia, i polmoni che si riempiono, le ginocchia flesse si preparano al salto. E via! Due secondi e mezzo di accelerazione, poi la figura scompare di nuovo ed emergono schizzi alti di schiuma salata. Si lanciano il secondo, il terzo, e già il primo sta risalendo, lento, determinato.
Non so cosa sia a farli decidere, ma a un tratto si fermano sulla roccia su in alto, senza tuffarsi. Passa altro tempo, a un tratto li cerco con lo sguardo e non ci sono più. Li trovo nel mare: nuotano, stanno tornando.

Sempre identici, ignari di sé.

mercoledì 10 maggio 2017

Maièutica (passato e futuro)

Una domenica a pranzo, tra un tortello di zucca e un bicchiere di bianco, ho scoperto che Socrate è più vivo e presente che mai, e che dal lontano passato della mia vita potrebbe ricomparire presto, e far parte del prossimo futuro, a dargli senso e spessore.

Sorprese.
Cose belle.
Doni.
E ancora un altro "Grazie" da dire.

lunedì 1 maggio 2017

Steampunk

Filone della narrativa fantascientifica avente la peculiarità di introdurre in un'ambientazione storica (generalmente, l'Inghilterra dell'età vittoriana) invenzioni tecnologiche anacronistiche; anche come aggettivo.
Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico (a volte un'ucronia) in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l'energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l'orbita della Luna. Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk è riassunto nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima".

Così, wikipedia.

Poi però steampunk è anche una moda. E pure un modo, di travestirsi.



Capita che si vada a pranzo a Gradara, aspettandosi e trovando il solito carnevale medievale, che dà da riflettere (tristemente) sulla distorsione storica ma anche (meno tristemente) sulle capacità di promozione turistica degli amministratori locali.
Capita che i rapaci dei falconieri "medioevali" siano, curiosamente, aquile canadesi; e che nel bel mezzo dello spettacolo passi di lì un pastore vero, con una vera pecora. 

E capita infine che, a completare lo straniamento, vicoli e strade siano popolati di personaggi improbabili, abbigliati di pizzo nero, fibbie, cuoio e accessori di ottone.

Il pop postmoderno è servito. Città piena, tutti contenti. Paolo e Francesca, perplessi, osservano dai bastioni.

domenica 23 aprile 2017

Flanella

fla·nèl·la/
sostantivo femminile
Solo nella loc. far flanella, curiosare oziosamente; anche, starsene senza far nulla lasciando lavorare gli altri; fig., amoreggiare con effusioni contenute.

Dal fr. (faire) flanelle, der. di flâner ‘bighellonare’

martedì 3 gennaio 2017

Ritrovarsi

Incontrarsi di nuovo.
Trovarsi ad avere.
Tornare in una condizione precedente.
Riconoscersi.
Trovarsi a proprio agio.

Sì. Direi che questo è il termine giusto per me, qui, ora.

domenica 1 gennaio 2017

Opiorfina

L'opiorfina è un oppioide endogeno presente nella saliva umana.
Le prime ricerche effettuate sui topi, che possiedono nella saliva una sostanza simile all'opiorfina, hanno mostrato che il suo potere antidolorifico è maggiore rispetto alla morfina.
[...]
Agisce inibendo l'azione di degradazione dell'Encefalina, altro oppioide endogeno.
[...]
Inoltre l'opiorfina può esercitare un potere antidepressivo.

[Wikipedia]